La pizza che preferisco a Falconara è quella di Sahib al Downtown, in via Trieste. Con lui è nata una buona intesa e parliamo spesso di politica, di religione, di fatti cittadini anzi più semplicemente dell’arte di vivere. Io e Sahib apparteniamo a due mondi culturali totalmente diversi eppure non ci è difficile comunicare, comprenderci e a volte scontrarci. L’altra sera ho saputo che è divenuto di nuovo papà e questa volta di una bambina, che ha chiamato Sara. Nella mia comprensibile curiosità ho voluto sapere in che giorno è venuta al mondo, e volete sapere quando? Il 21 novembre proprio come me.
E' tradizione del suo popolo, mi ha detto Sahib, che quando il papà del nascituro incontra un amico nato lo stesso giorno e lo stesso mese gli debba far dono di una gallina. In mancanza di quest'ultima mi ha fatto un altro generoso omaggio. E' bello essere considerato un amico, un commovente attestato che va a scontrarsi con la reale vita quotidiana. Ormai viviamo in una comunità sempre più avida ed egoista, ed in questo Falconara Marittima ha un eccellente esercito di ipocriti, che ovviamente detengono potere e privilegi per le proprie famiglie, dove c'è chi gode sulle disgrazie altrui o ci si diletta nel diffamare il prossimo. Come riconoscerli? Alcuni fra i più impegnati sono inginocchiati nelle balaustre domenicali delle loro chiese preferite con la convinzione di avere una raccomandazione, anche, per andare in paradiso.
Oppure chi come Lodolini, incomprensibile esponente di spicco del Partito Democratico, invita nel suo ultimo proclama della serie “parole, parole, parole”, a “credere nel senso di essere una comunità” o ad invocare che per “Falconara serve l’Audacia della Speranza”.
E mi viene spontaneo citare quel vecchio popolar-filosofo di Ancona, tale Barigelletti, soprannominato "Barigello", che disse: "...a parlà nun è fatiga...". E mi domando, dove era lui quando sono stati mandati via tutti i precari di falconara marittima e soprattutto dove era lui quando venivano fatti avvantaggiati solo i boyscout di questa città, ed ancora dove era lui quando sono state calpestati i diritti e le capacità professionali ed artistiche di chi fa parte di questa comunità?
Siamo davvero caduti così in basso? Oppure questi comportamenti appartengono ad una classe politica incapace di dialogare e confrontarsi con i cittadini non addomesticati? Quando si dice che c'è bisogno di aria nuova in questa società che profumi di lealtà, capacità e "vera" solidarietà non si invoca al giovane di turno che “conservi” i vizi del passato ma ad una mentalità aperta sulle reali esigenze e necessità di questa comunità . E’ un debito che abbiamo con Sara e con tutti i nostri figli.
Kruger




