giovedì, 17 gennaio 2008
FALCONARA - La proposta della senatrice Marina Magistrelli di aprire «un dibattito su uno sviluppo Ancona-Falconara che potrebbe portare a una unica amministrazione» scatena la reazione dei falconaresi che si divaricano di fronte alla "nuova" prospettiva. I politici locali, già impegnati nella campagna elettorale per le Comunali di primavera, si dicono ovviamente contrari. Anche gli esponenti del Pd. «E' una proposta che ci trova in perfetto disaccordo - replicano infatti alla compagna di partito i segretari pro-tempore Marco Salustri e Gianluca Piunti - perché non è cancellando il Comune che si risolvono i problemi: è una scorciatoia che non si addice a politici impegnati a portare soluzioni concrete per la città». Idem per l'ex vicesindaco Roberto Piccinini. «L'alternativa alla difficile situazione finanziaria del Comune di Falconara non può essere l'accorpamento con Ancona». Ma tra le voci della società civile non tutte rigettano a priori l'ipotesi avanzata dalla senatrice che considera «i vantaggi di una nuova politica basata sull'area vasta superiori agli obblighi imposti dal risanamento finanziario». Insomma Ancona e Falconara di nuovo insieme, per un Comune che si estenda verso nord di 130-150 mila abitanti. E qualche dubbio lo sollevano i falconaresi disposti a conoscere il progetto, ma non del tutto convinti della possibilità di realizzarlo. «Sentir parlare la Magistrelli di area vasta mi affascina - commenta Kruger Agostinelli, storico dj e già capo ufficio stampa del Comune falconarese -. Il problema è che questo progetto si va a scontrare con i limiti della politica locale spesso troppo personalizzata e impreparata. Ci vorrebbero politici che pensano meno alla propria carriera e più al bene del territorio e il rischio è di diventare la periferia di Ancona». Loris Calcina, dei comitati cittadini, sposa invece solo in parte l'ipotesi. «Occorre prima dare alla città un nuovo sviluppo e cambiare l'atteggiamento culturale che tende a ghettizzare le periferie e le zone degradate perché in questa logica Falconara diventerebbe la periferia di Ancona dove confinare le problematiche - spiega Calcina -. Condivido invece l'arretramento della ferrovia per cui sono pronto a cominciare domani la battaglia assieme alla senatrice, ma di città metropolitana sarebbe meglio parlarne fra qualche anno». La Magistrelli disegna infatti un nuovo ruolo per Falconara ipotizzando una spiaggia con parcheggi, ristoranti, che sia un continuum con Senigallia («Basterebbe realizzare lo spostamento della ferrovia e della statale, che potrebbe diventare il lungomare» incalzava). Ma anche il presidente della Confcommercio cittadina, prende tempo. «By pass ferroviario e incremento del lungomare non sono delle novità e in questo momento la proposta di un accorpamento non mi sembra condivisibile - dice Fabrizio Tarroni -. Faccio fatica a coglierne le motivazioni, ma siamo disponibili a conoscere nel dettaglio il progetto e le intenzioni della senatrice e non escludiamo nulla a priori».

di GIUSEPPE GIANNINI


 

Giovedì 10 Gennaio 2008

 
postato da: Kruger alle ore 00:22 | Permalink | commenti
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